Vorrei iniziare la discussione sui riconfinamenti partendo proprio dalla normativa a riguardo.

[Riconfinamenti]
[Riconfinamenti]
L’articolo 950 del codice civile “Azione di regolamento dei confini” cita tra l’altro testualmente:
“Ogni mezzo di prova è ammesso. In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali.”
Spesso ho avuto come l’impressione che il termine “ogni mezzo di prova” venga da noi tecnici interpretato come “ogni mezzo di prova catastale”, mentre nella realtà non è così.

Quindi mi piacerebbe elencare e condividere con voi molti altri mezzi probanti quali:

• L’orografia dei terreni;
• La vegetazione;
• Le testimonianze;
• Le confessioni;
• Le presunzioni;
• Le descrizioni e/o misure presenti nell’atto traslativo;
• Documenti tecnici diversi da quelli catastali;
• Ecc.

Ecco io sono convinto e spesso consiglio nei miei corsi, quando riceviamo un incarico per un riconfinamento di non correre ad esaminare la mappa … 🙂 ma valutare PRIMA tutti questi altri elementi.

Mi piacerebbe sapere il vostro parere su quali altri documenti probanti diversi da quelli catastali si possono utilizzare e magari che raccontiate una vostra esperienza in modo da condividere insieme agli altri colleghi per un sano e costruttivo confronto.

 

28 commenti a “La documentazione probante nell’ Azione di regolamento dei confini”
  1. Salve,
    Vorrei esporre un problema che si è presentato proprio ieri.
    Un cliente risiede in aperta campagna, con diversi terreni confinanti; Uno dei terreni confinanti è un pastore, il quale sostiene che il terreno del mio cliente è spostato di 4 m dentro il suo…
    Si è perfino affrettato a ingaggiare un geometra che materializzi sul terreno il confine riportato sulla mappa.
    Tengo a precisare che il confine non è costituito solo dalla classica rete metallica ma anche da un muro a secco di età non ben precisata, ma di certo superiore a 100 anni. Non esistono purtroppo altri documenti o testimoni viventi, vista anche la localizzazione del terreno, piuttosto isolata.
    Preciso inoltre che non è la prima volta che il pastore mette in atto questa manovra, infatti diversi anni fa è riuscito, in un altro terreno sempre di proprietà del mio cliente, a far spostare il confine di ben 40 cm perchè secondo lui era diverso da quello riportato nella mappa catastale.
    In quell’evento, il mio cliente, non sapendo come fare a contrastare questa azione, che a un certo punto concretizzò anche toni molto accesi, cercò aiuto presso il comando dei Carabinieri, ottenendo il risultato opposto, visto che il maresciallo era ed è – guardacaso – il genero del pastore.
    Alla luce di tutto ciò, vorrei sapere se un confine così datato può essere spostato solo sulla base della mappa catastale in assenza di altri documenti / testimoni a supporto e quali potrebbero essere le azioni legali da mettere in campo (senza cercare i Carabinieri!!!)
    Grazie in anticipo del prezioso aiuto

    1. Chiaramente le problematiche legate ai confini non si possono valutare con poche righe ma cerco di darti qualche spunto.

      Per prima cosa devi capire come quel confine è nato: è un confine riportato sulla mappa d’impianto o nasce con un frazionamento successivo.

      Questo può cambiare di molto le cose.
      MA se cometu riferisci è li da più di 100 anni, sicuramente e d’impianto e considerato che trascorsi 20 anni è usucapibile, anche se non corrisponde alle mappe d’impianto si può procedere con un avvocato per causa di usucapione.

      Ripeto non penso sia esaustivo, ma dovrei avere più elementi.

      Sereno lavoro.

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