Ciao tecnico!
Continua il nostro percorso nella rubrica Vademecum Docfa, pensata per aiutarti a usare la normativa con più consapevolezza, meno errori e soprattutto con la consapevolezza che dietro ogni pratica c’è una responsabilità tecnica importante.
In questo nuovo video ti propongo uno spunto pratico, diretto e applicabile subito nel tuo lavoro quotidiano.
In questa settima puntata affrontiamo un tema fondamentale:
come si calcola la consistenza e come si effettua il classamento delle unità del Gruppo A.
Un argomento spesso sottovalutato, ma che può fare la differenza tra una pratica corretta e una sospesa.
Ti spiego in modo semplice:
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Come interpretare la consistenza
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Come collegarla alla categoria catastale
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Quali errori evitare quando proponi il classamento
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E perché non sempre “più metri = più rendita”
Il tutto con il mio stile: pratico, diretto, niente giri di parole, solo esempi concreti e utili per il tuo lavoro.
E ricordati: ogni puntata è collegata alle altre, perché l’obiettivo è costruire insieme un percorso solido e consapevole.
Guarda il video qui sotto
e se hai dubbi o vuoi raccontare come lo fai tu, scrivilo nei commenti:
il confronto tra colleghi è sempre il miglior modo per crescere!
Buona vita da pinomangione!
Vedi anche:

Buongiorno Pino,
in merito al calcolo della consistenza di una categoria A, avrei necessità di un chiarimento, le superfici minime e massime dei vani che prescrive il Catasto, si riferiscono alla superficie utile o lorda (compresi i muri) del vano? Un locale accessorio diretto (locale di sgombero) di superficie oltre il minimo prescritto, con finestra, va obbligatoriamente considerato come vano, consistenza 1 e non 1/3?
La superficie da considerare è sempre netta.
Un locale di sgombro se supera il minico consentito va considerato un vano intero come appunto locale di sgombro.